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I Digital Assets sono una nuova categoria di investimento


Negli ultimi 14 anni stiamo assistendo alla crescita incredibile del fenomeno degli asset digitali.

Il Bitcoin è stato il primo asset digitale scarso ed è ancora di gran lunga il più scambiato e più grande in termini di capitalizzazione.

Si è distinto per le sue caratteristiche, praticamente uniche, di:

· decentralizzazione, ovvero nessun ente centralizzato lo governa se non l'intera community

· sicurezza, ovvero più grande diventa il sistema di nodi e minatori, più il protocollo diventa sicuro, inattaccabile e resistente alla censura

· semi-anonimità (pseudonimità), ovvero tutti sanno che sono avvenute le transazioni ma nessuno (o quasi) sa a chi appartengono, rendendolo di fatto uno strumento di protezione dei propri beni.

Bitcoin nacque per fornire una alternativa alle Banche, soggetti giuridici fallibili e governati da persone spesso votate al profitto e non alla salvaguardia del cliente e alle Banche Centrali, non sempre completamente indipendenti dai governi dei paesi che le ospitano e che in alcune occasione cadono nella tentazione di espandere la base monetaria a discapito del potere di acquisto dei cittadini.

Era il 2008, per l'esattezza il 30 ottobre, quando Satoshi Nakamoto pubblicò il whitepaper su Bitcoin, giusto 45 giorni dopo il fallimento di una delle cinque banche più grandi al mondo dell'epoca, con il nome di Lehman Brothers, che creò un buco di oltre 600 miliardi di dollari...

Da allora di strada ne è stata fatta tanta, con la nascita di diverse criptovalute, che si sono imposte per soddisfare diversi casi d'uso rispetto a Bitcoin ed introdurre nuove caratteristiche, o hanno raccolto intorno a sé una community di utilizzatori entusiasti che le hanno adottate.

Il caso più di successo è Ethereum, che ha introdotto gli Smart Contract, contratti digitali che stanno trovando soluzioni applicative nei più disparati campi economici, e ha consentito la nascita della DeFi, acronimo di Finanza Decentralizzata, che ha creato soluzioni incredibilmente rapide ed efficaci per offrire nel mondo digitale soluzioni alternative al mondo finanziario tradizionale.

Poi si sono sviluppate alternative più efficienti e che stanno rapidamente crescendo, tra cui citiamo ad esempio Polygon, che offre una soluzione di scalabilità decentralizzata per gli Smart Contract di Ethereum, Solana, che propone un sistema di consenso alternativo al costoso Proof of Work (Proof of History), e Algorand, che cerca di proporre un contesto più di gradimento per istituzioni e regolatori.

Insomma, nonostante Bitcoin mantenga caratteristiche di unicità per le quali è dai più considerato una forma di oro digitale, siamo di fronte a un nuovo segmento di business e di investimento legato ai Crypto Assets, con società che generano ricavi, business ed economie attorno ai loro progetti e ai loro "tokens".

Basti pensare alla recente quotazione di Coinbase, un exchange di Digital Assets che viene valorizzato in termini di capitalizzazione (ma anche di fatturato) più del Nasdaq stesso… che è l’exchange che lo ospita!

A queste c.d. "criptovalute" si è recentemente aggiunto il mercato dei Non Fungible Tokens, rappresentativi di collezioni e opere d'arte digitali. Se una valuta si considera un asset fungibile quando viene scambiato, cioè si considera che una banconota abbia lo stesso valore di un'altra banconota di pari taglio, relativamente a un oggetto appartenente a una collezione

Questa nuova categoria investimento presenta un mix di caratteristiche differenziante, che ci porta a considerarla come una vera e propria asset class in logica di portafoglio. Tra queste citiamo:

· scarsità in ambito digitale (per cui Bitcoin viene spesso paragonato all'oro)

· innovazione tecnologica permissionless (abilitazione dal basso di nuove tecnologie e casi d'uso)

· decorrelazione con le asset class tradizionali, più accentuata in alcune fasi di mercato, che la rendono un fattore differenziante in portafogli

· profilo di rendimento potenziale attraente e con caratteristiche accentuate di asimmetria

Affinché si possa prendere in considerazione questa nuova asset class come investimento, è fattore critico di successo la capacità di analisi di metriche e parametri totalmente nuovi rispetto alle asset class tradizionali, come per esempio:

· tasso d'adozione e interazione community

· tokenomics e curva di emissione

· metriche transazionali e dimensionali

· modelli di consenso utilizzati

Questi esempi dovrebbero far percepire correttamente l'importanza di affidarsi a un intermediario specializzato che offra la possibilità di accedere a questo complesso mercato attraverso strumenti finanziari regolamentati e tutelati, come può essere un fondo comune di investimento.

Ne continueremo a parlare nelle prossime settimane, nel frattempo metti like e condividi se trovi interessanti questi temi, grazie.

Daniele

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