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Il tasso di adozione del mondo Crypto


Numero di indirizzi Bitcoin in relazione al prezzo (in scala logaritmica)


I recenti casi di fallimenti di cosiddetti CASP, ovvero Crypto Asset Service Providers, conosciuti al pubblico come Exchange di Criptovalute, hanno raffreddato, almeno apparentemente l’interesse del grande pubblico per un settore tecnologico emergente come i Digital Assets.

FTX a novembre 2022 negli Stati Uniti e il più modesto ma nostrano TRT, ovvero The Rock Trading in Italia, hanno evidenziato i rischi di controparte derivanti dal lasciare i propri assets in mano a soggetti poco vigilati e controllati.

Finalmente nel mese di maggio 2023 è stata approvata la normativa MiCA, ovvero Market in Crypto Assets regulation, che disciplina in tutti gli stati membri della Unione Europea le attività di questi soggetti molto particolari, gli exchange appunto.

Ovviamente, come dimostrano i casi dei recenti fallimenti di istituti bancari negli stati uniti, la regolamentazione non garantisce che non ci saranno più fallimenti del genere nel mondo dei crypto assets, ma almeno ne limiterà i casi e ne delimita responsabilità e tutele per i piccoli investitori.

Come ho spiegato in diversi articoli nel corso del tempo (e lo farò ancora in futuro) il tasso di crescita nel lungo termine del mercato dei digital assets è strettamente legato alla crescita dell’adozione di tale tecnologia nel mondo.

Verrebbe da pensare che dopo un 2022 disastroso, dove i digital asset hanno perso mediamente dal 60% al 80% del proprio valore, il tasso di adozione si sia fermato o addirittura tornato indietro, perché’ le persone spaventate e deluse, abbiano ritirato i propri investimenti in perdita e chiuso il capitolo speculativo di investimento sui digital assets.

Nella realtà, come si evince dal grafico qui sotto, il numero di nuovi wallet aperti ogni mese supera i 12 milioni.


Fig. 1 numero di nuovi wallet al giorno


Avete letto bene, circa 12 milioni al mese di nuovi indirizzi che non corrisponderanno ovviamente a 12 milioni di nuovi utenti, ma comunque almeno un terzo si stima siano persone che decidono di avere un proprio wallet ed iniziare a comprendere come funziona questo fantastico mondo.

Pochi settori possono vantare una crescita ed un’adozione così radicata e forte nel mondo, soprattutto se si parla di servizi finanziari, come le transazioni economiche.

Ancora più impressione la fa la curva di crescita di nuovi indirizzi (o “Addresses”) emessi, che ha raggiunto e superato da poco il miliardo di indirizzi, anche se in questo caso è importante tenere in considerazione che moltissimi operatori professionali creano indirizzi per una singola transazione e quindi non è assolutamente un’indicazione di quanti utenti reali detengano ad oggi un Bitcoin.


Fig. 2 numero di indirizzi emessi totali


Un’indicazione più rappresentativa del numero di persone che oggi hanno acquistato il Bitcoin viene dal numero di indirizzi che hanno un saldo positivo diverso da zero

In tal caso, seppur moltissime persone hanno ben più di un wallet, indica con maggior ragionevolezza il numero di persone nel mondo che detengono una frazione di Bitcoin.


Fig. 3 Wallet con non zero balance


Da questo grafico si evince che ci sono oltre 45 milioni di persone che detengono una frazione di Bitcoin, che ricordo attualmente essere circa 18 milioni in circolazione.

Come si può facilmente intuire, già tra gli attuali possessori del Bitcoin, che sono dei precursori, non tutti possono possedere un Bitcoin intero, molti di essi posseggono frazioni di bitcoin, chiamati in gergo tecnico Satoshi, che ricordo essere la più piccola entità del bitcoin pari a 0,00000001 Bitcoin.

La domanda nasce spontanea quindi, quanti sono i fortunati possessori di almeno un Bitcoin?


Fig. 4 Wallet con almeno 1 bitcoin


Il numero di wallet che controllano indirizzi con almeno 1 bitcoin hanno superato di recente il milione di unità, in crescita costante nonostante il cosiddetto “crypto winter” del 2022.

Questo è un chiaro segnale, per i detrattori di bitcoin che più volte hanno dichiarato morto bitcoin, che nella realtà il sistema si sta diffondendo nonostante il prezzo, quindi non per semplice speculazione come molti sostengono, ma perché incorpora delle caratteristiche intrinseche che lo rendono un asset di valore.

Nel mondo occidentale noi vediamo più bitcoin come una speculazione o nel migliore dei casi un investimento, perché normalmente ci fidiamo del sistema bancario ed esso è molto radicato nelle nostre abitudini, ma nel mondo le persone che hanno un conto corrente sono il 69% dell’intera popolazione, significa che oltre il 30% della popolazione mondiale, pari a 2,4 miliardi di persone, non hanno accesso al sistema finanziario, pur possedendo uno smartphone e molti di essi vivono anche in stati che hanno una iper inflazione devastante, come per esempio Argentina e Turchia.

In questi stati detenere bitcoin rappresenta in assoluto il miglior modo per preservare il potere di acquisto contro l’inflazione.

Questo fenomeno di crescita legato all’adozione, con anche il fattore ciclico derivante dalla politica di emissione deflattiva programmata e non modificabile di Bitcoin (a differenza della valuta Fiat) è molto ben conosciuto dalle cosiddette Whales, ovvero le balene che posseggono grandissime quantità di Bitcoin nei propri wallets.


Fig. 5 Wallet con più di 10.000 Bitcoin


Da quest’ultimo grafico si evince chiaramente che i più esperti (e fortunati o bravi a conoscere il bitcoin agli arbori) hanno compreso bene i cicli di Bitcoin e hanno correttamente venduto nei momenti di crescita maggiore del 2021 e stanno sapientemente ricomprando da dicembre 2022.

La domanda nasce spontanea, se si vogliono avere comportamenti virtuosi negli investimenti, si devono seguire gli esperti oppure le proprie paure ed emozioni?


Ognuno tragga le proprie considerazioni e se ha voglia le condivida nei commenti.


Buoni investimenti digitali a tutti

Cryptociao

Daniele

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